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Quanto costano i Bot e quando vengono applicate le commissioni bancarie

di Redazione Agenzia Parlamentare
18/03/2026
in Economia Italiana
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Quanto costano i Bot e quando vengono applicate le commissioni bancarie

I Bot, ovvero i buoni ordinari del Tesoro, sono degli strumenti di investimento relativamente semplici e con un livello di rischio contenuto. Proprio per questo sono ideali in periodi di incertezza economica quando i tassi di interesse cambiano di continuo e l’inflazione è variabile. Si tratta più esattamente di titoli di Stato a breve termine che funzionano in questo modo: l’investitore acquista il titolo a un prezzo inferiore rispetto al valore di rimborso e il guadagno deriva dalla differenza tra quanto pagato all’inizio e quanto ricevuto alla scadenza.
Quando si decide di investire in Bot è importante conoscere i costi dell’operazione. Le banche e gli altri intermediari finanziari possono infatti applicare delle commissioni per la sottoscrizione ma queste spese sono soggette a limiti stabiliti dalla normativa italiana per tutelare i risparmiatori.

Cosa sono i Bot o buoni ordinari del Tesoro
I buoni ordinari del Tesoro, ovvero i Bot, sono dei titoli di Stato di breve periodo emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per finanziare il debito pubblico italiano.
Hanno una durata che può essere di 3, 6 o 12 mesi e a differenza di altri titoli sono a zero coupon. Significa che non pagano cedole periodiche di interessi come accade invece con i Btp in quanto il guadagno deriva tra il prezzo a cui vengono acquistati e il valore nominale che lo Stato rimborsa alla scadenza.
Un esempio:

Un Bot con valore nominale di 1.000 euro può essere acquistato all’asta, ad esempio a 980 euro. Alla scadenza, lo Stato rimborsa rimborsa l’intero valore nominale ovvero 1.000 euro. La differenza tra i due importi rappresenta il rendimento lordo dell’investimento ovvero 20 euro sul quale viene poi applicata la tassazione prevista per i titoli di Stato.
Proprio perché hanno una struttura semplice e una durata breve, questi prodotti sono spesso utilizzati da chi desidera impiegare la propria liquidità per un periodo limitato mantenendo un certo livello di sicurezza.
Un altro aspetto che rende il Bot uno strumento interessante è il livello di rischio.
È un titolo emesso dallo Stato Italiano per cui il pericolo di insolvenza è ritenuto solitamente più contenuto rispetto a quello di altri strumenti finanziari. Per questo, è spesso scelto da chi ha un profilo prudente e vuole diversificare il portafoglio di investimento con prodotti relativamente stabili.
Quali vantaggi offrono i Bot
I Bot, come spiegato, sono dei titoli di Stato a breve termine, quotati sia sui mercati regolamenti al dettaglio che all’ingrosso. Essendo a zero coupon offrono dei vantaggi per gli investitori ovvero:

si acquistano generalmente a un prezzo inferiore rispetto al rimborso;
non pagano cedole, quindi non è necessario reinvestire interessi periodici.

Come acquistare Bot mediante la propria banca
Alle aste dei Bot non possono partecipare direttamente i risparmiatori. L’operazione è infatti riservata solo agli intermediari come le società finanziarie e gli istituti di credito. Chi desidera investire in questi titoli, quindi, deve rivolgersi a un intermediario abilitato e prenotare l’acquisto prima dell’asta.
L’operazione deve essere effettuata entro il giorno lavorativo precedente all’asta stessa. Dopo l’assegnazione, i titoli vengono registrati in forma dematerializzata – vengono cioè inseriti nel conto titoli dell’investitore come registrazione elettronica.
Il taglio minimo per la sottoscrizione è di 1.000 euro e si procede per multipli, quindi anche i piccoli risparmiatori possono acquistarli.
Una volta emessi, i Bot possono essere acquistati o venduti sul mercato secondario come ad esempio il Mot di Borsa Italiana. Questo permette all’investitore di venderli prima della scadenza se ne ha bisogno, anche se il prezzo potrebbe essere diverso da quello pagato al momento dell’acquisto.
Quali commissioni vengono applicate dalle banche
La normativa italiana ha stabilito con Decreto del 15 gennaio 2015 dei limiti precisi alle commissioni che le banche o altri intermediari possono applicare ai clienti quando sottoscrivono i Bot.
Le percentuali massime previste dalla legge
Le percentuali massime dipendono dalla durata residua del titolo e sono:

dello 0,03% per Bot con durata fino a 80 giorni;
dello 0,05% per Bot con durata tra gli 81 e i 140 giorni;
dello 0,10% per Bot con durata tra i 141 e i 270 giorni;
dello 0,15% per Bot con durata pari o superiore ai 271 giorni.

Vanno sommate al prezzo d’asta del titolo, che è il prezzo reale deciso dal mercato al momento in cui si effettua l’acquisto.
Commissioni ridotte o annullate
È possibile però che in alcune occasioni particolari le commissioni vengano ridotte o annullate:

se il prezzo medio ponderato è più basso di 100 euro ma quello totale di vendita, comprensiva di imposta sostitutiva e commissione, supera i 100 euro, la commissione viene ridotta per garantire che l’onere totale non superi i 100 euro per ogni 100 euro di capitale sottoscritto;
se il prezzo medio ponderato è uguale o superiore a 100 euro, la commissione non viene applicata.

Grazie a tali regole, i risparmiatori vengono tutelati. Si evita infatti che le commissioni riducano troppo il rendimento dei Bot, specie se si investono piccoli importi.
Conviene oggi investire in Bot?
Capire se conviene investire in Bot dipende da due fattori: il livello dei tassi di interesse e le esigenze personali del risparmiatore.
Il rendimento di tali titoli di solito è più basso rispetto a quello di altri strumenti con scadenze più lunghe, come i Btp. Nonostante questo, però, sono spesso utilizzati per investire somme che potrebbero servire nel giro di pochi mesi, evitando di lasciare il denaro fermo sul conto corrente.
Un altro aspetto che rende interessanti i Bot riguarda la tassazione. Insieme agli altri titoli di Stato, infatti, gli interessi sono soggetti a un’imposta agevolata del 12,5%, più bassa rispetto al 26% previsto per molti altri strumenti finanziari. Questa differenza fiscale può migliorare il rendimento netto dell’investimento.
Dal punto di vista operativo, tali prodotti vengono collocati mediante aste competitive organizzate dal Tesoro alle quali partecipano operatori finanziari autorizzati come banche e grandi intermediari.
Questi ultimi presentano le loro richieste indicando il rendimento che sono disposti ad accettare per acquistare i titoli, ogni operatore può presentare fino a cinque richieste di acquisto.
Se si ha un profilo di rischio prudente o semplicemente si desidera limitare le oscillazioni del valore dell’investimento, i Bot possono essere una soluzione relativamente semplice e stabile. Prima di investire, però, è sempre consigliabile leggere i documenti informativi.
Inoltre è importante valutare con attenzione:

il rendimento effettivo;
i costi applicati dall’intermediario;
le proprie esigenze finanziarie.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.

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