Il tribunale di Roma ha disposto
condanne per 240 anni di carcere nel procedimento dell’inchiesta
‘Propaggine’ della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e
della Dia sulla prima ‘locale’ di ‘ndrangheta nella Capitale. In
totale gli imputati erano una quarantina. La pena più alta è
stata inflitta al boss Vincenzo Alvaro con 24 anni di carcere.
Contestate, a vario titolo, le accuse di associazione
mafiosa, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze
stupefacenti, estorsione aggravata e detenzione illegale di arma
da fuoco, fittizia intestazione di beni, truffa ai danni dello
Stato aggravata dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta,
riciclaggio aggravato, favoreggiamento aggravato e concorso
esterno in associazione mafiosa.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









