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In manovra 20 miliardi alle famiglie, ma anche misure non strutturali

di Redazione Agenzia Parlamentare
21/02/2026
in Mondo Economia
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In manovra 20 miliardi alle famiglie, ma anche misure non strutturali

   I benefici per le famiglie valgono 20 miliardi in tre anni e l’impatto sul deficit è lieve. Ma alcune delle misure previste dall’ultima manovra non sono strutturali, pur avendone il carattere. Sono misure che hanno un impatto che nel 2026 ammonta a 7,6 miliardi. Nei due anni successivi valgono rispettivamente 6,8 e 4,1 miliardi. Per confermarle sarà quindi necessario trovare nuove coperture.    A fare un check up all’ultima manovra è l’Ufficio Parlamentare di Bilancio con un’analisi sulla versione definitiva dei testi, tenendo conto delle molte modifiche introdotte durante l’iter parlamentare. Così tra le cose che emergono ci sono le modifiche alle coperture su cui si accentra l’attenzione degli economisti dell’authority: quelle che pesano sulle banche che di fatto servono in alcuni casi solo ad anticipare meccanismi di tassazione; quelle derivanti dalla rimodulazione del Pnrr che valgono tantissimo. Tra rinvii e coperture fatte con vecchi residui l’impatto è di 5,7 miliardi nel 2026, oltre il 20% del totale dei 27,9 miliardi di coperture previste.     La manovra tiene i saldi per il 2026 e, rispetto all’andamento tendenziale indicato nelle stime precedenti, comporta un incremento del deficit “pari a 0,03 punti percentuali di Pil nel 2026 (0,8 miliardi), a 0,2 nel 2027 (5,7 miliardi) e a 0,3 nel 2028 (6,8 miliardi)”. Coerente con gli obiettivi di governo anche l’indicatore della spesa netta, che serve per il rispetto dei nuovi parametri europei. L’iter parlamentare di fatto ha migliorato l’impatto sul deficit, questo per l’utilizzo della rimodulazione del Pnrr nelle coperture che ha un impatto di miglioramento di 4,8 miliardi sull’indebitamento netto.     L’attenzione dell’Upb è però sui meccanismi di copertura.     “Vari interventi di aumento del prelievo fiscale hanno impatti inizialmente positivi, ma negativi negli anni successivi e non assicurano, quindi, risorse strutturali”. Così ci sono anticipi di incassi fiscali per 3,5, 3,8 e 1,3 miliardi dal 2026 al 2028.     Miglioramenti che si trasformano in un primo calo dal 2029. Va detto che quello di anticipare incassi e rinviare spese è uno dei meccanismi da sempre utilizzati nella messa a punto delle manovre di bilancio. Questa volta è comunque di rilievo anche perché oltre agli anticipi fiscali ci sono anche misure una-tantum. “La manovra – afferma l’Upb – presenta diverse disposizioni di natura temporanea che, se venissero confermate negli anni successivi, peggiorerebbero il disavanzo a meno che non vengano trovate nuove coperture.     L’analisi sui destinatari delle misure mostra poi che i benefici per le famiglie e per i lavoratori, dovuto soprattutto alla riduzione di due punti della seconda aliquota Irpef, alla quale sono destinate risorse nette per 7,9 miliardi cumulati nel triennio 2026-28. “Al contrario – rileva l’Upb – imprese e lavoratori autonomi subiscono un impatto restrittivo che, per effetto di interventi soprattutto sul lato delle entrate, migliorano il saldo di bilancio di 1,3 miliardi nel 2026, di 5,1 nel 2027 e di 2,7 nel 2028”. Ma per le imprese il conto è quello che considera l’impatto del prelievo su banche e amministrazioni mentre per le imprese il cambio di incentivi ha un impatto certamente positivo. “complessivamente, per le misure di maggiorazione degli ammortamenti è prevista una riduzione di gettito in termini di cassa pari a 8,4 miliardi nel periodo 2027-2034 (+4,4 miliardi rispetto alla norma originaria), di cui 1,7 nel biennio 2027-28 (+0,2 miliardi)”. 

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